La Pietra nell’Arte Bresciana: La mensa dell’altare

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La Pietra nell’Arte Bresciana

La mensa dell’altare: storia e tipologie

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La fronte della mensa, o antipendio, costituendo “la parte più nobile dell’altare e più godibile dall’occhio”, è sempre stata ornata con i materiali più preziosi e le figurazioni ritenute più adatte a ispirare la devozione nei fedeli.

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Col termine pallio, o paliotto, derivato dal latino palium (velo), si designava la parte centrale dell’antipendio, in ricordo dell’antica consuetudine di rivestirla con stoffe pregiate .

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Fino al Seicento l’antipendio dell’altare bresciano si articola in paliotto a lastra piana e rettilinea affiancato da  pilastrini, erme o statuette, spesso ospitate in nicchie, e si conclude alle estremità laterali  con  modiglioni o volute.

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Il paliotto è generalmente costituito da un’unica lastra, di breccia o broccatello, pietre assai apprezzate, in quell’epoca, per gli effetti pittorici delle loro venature.

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Gli esemplari più raffinati di questa tipologia presentano anche una cornice di pietra nera che,  intagliata a rilievo piatto con  fregi vegetali stilizzati su sfondo broccato ed eventualmente dorato, enfatizza la bellezza della lastra lapidea.

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1-Carlo Carra,altare delle SS. Croci, 1675. Brescia, Duomo vecchio

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Carlo Carra,altare delle SS. Croci, 1675. Brescia, Duomo vecchio.

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Dalla seconda metà del secolo l’antependio può presentarsi decorato da raffinate tarsie geometriche, ispirate al grande modello dell’altare dell’Assunta fatto erigere in Duomo Nuovo dal vescovo Marino Giorgi nel 1627, e, dalla fine degli anni ’80, accoglie il nuovo repertorio naturalistico di “arabeschi” di fiori , frutta e uccelli che, realizzato con la tecnica del commesso, venne introdotto a Brescia dai fiorentini Corbarelli.

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1-Altare di S. Barbara.Brescia,S. Maria delle Grazie copia

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Altare di S. Barbara.Brescia,S. Maria delle Grazie

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1-Corbarelli,altare delle Reliquie,, inizio del XVIII sec. Brescia, S. M. delle Grazie copia

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Corbarelli,altare delle Reliquie, paliotto, inizio del XVIII sec. Brescia, S. M. delle Grazie

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Dall’inizio del Settecento il dinamismo e la spettacolarità del Barocco coinvolgono l’intera struttura  dell’antipendio che si articola su linee oblique e spezzate in un sempre più ardito alternarsi di superfici concave e convesse, scintillanti di marmi policromi, con inserti a commesso, pietre dure in castone, applicazioni di bronzo dorato, festoni, ghirlande e medaglioni.

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Dagli anni ’40 a questa “meravigliosa magnificenza che sopraffà la fantasia” venne affiancandosi, la tipologia di mensa classicheggiante introdotta da Giorgio Massari negli altari progettati per  Santa Maria della Pace, preludio del “ritorno all’ordine” neoclassico: torna l’antependio piano e rettilineo,  rivestito  di pochi marmi di colorazione fredda e centrato da un sobrio medaglione quadrilobo.

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La Pietra nell’Arte Bresciana

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1-Vincenzo Baroncini, altare maggiore, 1736-1751 Cereta (MN), S. Nicolò copia

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Da Renata Massa La Pietra nell’Arte Bresciana, Brescia 2013