La pietra nell’arte bresciana. Dall’antichità al Rinascimento

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a cura di Renata Massa

 

Lo sfruttamento delle risorse marmifere del territorio bresciano è attestato fin dall’epoca romana quando Brixia riceve il suo assetto urbanistico.

 

Estratta da cave aperte già nella prima metà del I secolo a.C., la pietra di Botticino, già presente nei pavimenti delle celle del tempio repubblicano, conobbe massiccio e sistematico impiego in età imperiale quando, a partire da Augusto, furono realizzati i più importanti edifici cittadini: il Foro con il Capitolium (73 d.C.), la basilica, il teatro, le terme e le lussuose residenze private che lo circondavano.

 

 

 

 

 

 

la pietra nell'arte bresciana - renata massa

 

Brescia, Capitolium, 73 d.C.

La pietra nell’arte bresciana. Dall’antichità al Rinasciment

 

L’estrazione e la lavorazione del Botticino favorirono l’organizzazione di botteghe e laboratori specializzati nell’intaglio ornamentale e architettonico, nell’incisione, nella statuaria e alimentarono un mercato di esportazione della pietra, sia grezza che lavorata, che aveva nella Valverde ( presso Rezzato ) il suo luogo di irradiazione.

In particolare, l’abbondanza del materiale fu determinante per la produzione di monumenti funerari e stele che garantirono il costituirsi di una florida e durevole tradizione epigrafica, attestata dal consistente numero di iscrizioni pervenuteci.

 

Pannello 1.Lapide sepolcrale di un marmorarius romano. Brescia, Museo del Capitolium marmorarius

Lapide sepolcrale di un marmorarius romano. Brescia, Museo del Capitolium. 

 

Presso i romani è noto anche l’uso del Bianco di Vezza d’Oglio, prevalentemente per la statuaria, nel quale vennero scolpiti, ad esempio, l’Atena del Santuario di Breno e i resti di una statua colossale, forse il Giove del Capitolium.
In parte decaduto in epoca medievale, l’uso del Botticino riprende, dapprima come materiale di reimpiego (è il caso del lapidario posto sul fronte del Monte Vecchio di Pietà) e poi per le nuove emergenze monumentali cittadine, dal Palazzo della Loggia alla chiesa di Santa Maria dei Miracoli, veri e propri simboli del Rinascimento cittadino sia dal punto di vista architettonico che decorativo.

 

Entrambi i cantieri mostrano come tra XV e XVI secolo si andassero formando in Brescia maestranze capaci di proporre repertori decorativi aggiornati sulle novità provenienti specialmente dai cantieri milanesi.

la pietra nell'arte bresciana - renata massa

 

 

 

 Brescia, Palazzo della Loggia e Monte Vecchio di Pietà ( a sinistra ). 

La pietra nell’arte bresciana. Dall’antichità al Rinascimento

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Brescia, chiesa di S. Maria dei Miracoli  

La pietra nell’arte bresciana. Dall’antichità al Rinascimento

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