La pietra nell’arte bresciana. Dalla Controriforma al Neoclassicismo

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a cura di Renata Massa

 

Il cantiere maggiore della città in epoca moderna è senz’altro il Duomo nuovo, iniziato dopo l’abbattimento dell’antico San Pietro de Dom nel 1604 e concluso solo all’inizio dell’Ottocento con l’innalzamento della cupola neoclassica di Luigi Cagnola.

Deciso impulso alla grande macchina, interamente realizzata in Botticino, venne dato dal cardinale Angelo Maria Querini all’indomani della sua elezione a Vescovo di Brescia; entro il 1737 era compiuto il presbiterio che il porporato forniva anche degli arredi tra cui, molto lodato, l’altare in marmi preziosi.

La fabbrica proseguiva anche negli anni successivi vedendo avvicendarsi alcuni degli architetti più importanti del bresciano, da Giovanni Antonio Biasio a Gian Battista e Antonio Marchetti.

 

 

La pietra nell’arte bresciana

 

Brescia, Duomo nuovo

 

La pietra nell’arte bresciana. Dalla Controriforma al Neoclassicismo

 

L’epoca del cardinale Querini fu fondamentale per il rinnovamento culturale e stilistico delle fabbriche ecclesiastiche cittadine e del territorio.

Emblematica di questo nuovo corso è la chiesa di Santa Maria della Pace dei Filippini, costruita su progetto del veneziano Giorgio Massari che fornì anche il disegno degli altari dando inizio a una precoce stagione classicista seguita, dalla metà del secolo, dagli architetti locali, dei quali si menziona in specie Gian Battista Carboni, noto anche come eccellente scultore e, insieme ad Antonio Callegari, rappresentante di spicco del barocchetto locale.

 

 

la pietra nell'arte bresciana

 

Maestranze bresciane su disegno di G. Massari, altare di S. Giovanni Nepomuceno 1746

 
Massiccio impiego del Botticino, per la sua algida bianchezza, si ebbe anche in epoca neoclassica: con questa pietra Rodolfo Vantini realizzò il Cimitero monumentale e diverse altre strutture cittadine, porte e prospetti di palazzi. L’architetto, progettista anche di altari, preferì per questi il biancore del marmo di Carrara e il grigio Bardiglio, movimentati solo dalla presenza di bronzi dorati.
Ultimo, in ordine di tempo – e fuori da Brescia – è stato l’impiego del Botticino nella costruzione del Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano) a Roma, su progetto di Giuseppe Sacconi.

 

 

La pietra nell’arte bresciana

Altare della Patria, Roma

La pietra nell’arte bresciana. Dalla Controriforma al Neoclassicismo

 

Ricerche di Renata Massa